
Non si parla più del genocidio Palestinese.
É bastata la finta pace di Trump per far
calare il silenzio su Gaza e la Cisgiordania.
Una finta pace, purtroppo, avallata
dall’ONU, (quindi dai cosiddetti “grandi” della terra), con la complicità dei governi occidentali, in prima fila quello italiano.
Ma nella Striscia di Gaza è impossibile vivere. L’esercito israeliano, dopo la tregua, ha ucciso più di 400 Palestinesi, gli aiuti umanitari arrivano con il contagocce, le forti piogge dell’ultimo periodo hanno sommerso decine di migliaia di tende che ospitano
famiglie sfollate da oltre due anni.
Noi rifiutiamo di essere complici
- Via Israele da tutti i territori occupati
- Aiuti umanitari subito
- Sosteniamo il boicottaggio commerciale, militare, tecnologico e accademico
Circolo PRC “Collettivo Lucia Piloni Castelleone”
La Federazione di Cremona del Partito della Rifondazione Comunista
augura buon lavoro al compagno Andrea Serena, neoeletto nel direttivo del circolo ARCI di Ombriano, all'interno del quale porterà il suo generoso contributo per la crescita e lo sviluppo dell'associazione
PRESIDIO SABATO 20 DICEMBRE DALLE 09 ALLE 12 ARCO VOGHERA VIA ROMA CASTELLEONE
PER LA LIBERAZIONE DEL LEADER PALESTINESE MARWAN BARGHOUTI
PER IL DIRITTO ALLA SALUTE PUBBLICA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE
PER IL BOICOTTAGGIO DELL'AZIENDA FARMACEUTICA ISRAELIANA TEVA
FINE CAMPAGNA TESSERAMENTO 2025.
CIRCOLO PRC "COLLETTIVO LUCIA PILONI" CASTELLEONE
Il Partito della Rifondazione Comunista di Cremona e i Giovani Comunisti/e hanno aderito convintamente
al Comitato provinciale per il No al referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia del ministro Nordio, che saremo chiamati a votare in primavera, una riforma autoritaria che ha come obiettivo finale la sottomissione dei pubblici ministeri alle volontà dell’esecutivo, così com’è avvenuto negli altri paesi in cui si è introdotta la separazione delle carriere, con la scusa di dover tenere sotto il controllo i PM, diventati troppo potenti una volta separati dai giudici, in quanto verrebbe meno il bilanciamento oggi garantito da un unico CSM che governa entrambe le magistrature.
Qualora dovessero prevalere i SÍ alla separazione delle carriere, non nell’immediato, ma a distanza di anni, i pubblici ministeri dovranno attenersi alle linee guida del Ministero della Giustizia, che stabiliranno quali processi hanno la priorità e quali meno, col risultato che potrebbero ostacolare i processi a esponenti del governo o comunque vicini ad esso.
Verrebbe quindi a mancare la garanzia di una giustizia uguale per tutti.
Contestiamo anche la nomina dei giudici dell'istituenda Alta Corte disciplinare e dei due CSM mediante sorteggio, in quanto negherà ai magistrati il diritto di eleggere i propri rappresentanti nei loro organi di autogoverno e controllo.
Riteniamo che siano ben altri i problemi della giustizia che attanagliano i cittadini di cui la politica dovrebbe occuparsi, a partire dalla durata indeterminata dei processi, l’assenza di certezza della pena e l’inaccessibilità di fatto alla giustizia per i meno abbienti che non possono permettersi di tasca propria un avvocato.
Nulla di ciò è stato fatto, si è preferito continuare la crociata che la destra porta avanti da decenni contro la magistratura colpevole di indagare e processare i propri esponenti con norme che non porteranno alcun beneficio ai cittadini, dunque faremo campagna per il NO per salvaguardare la giustizia, non assecondando questo atto di vendetta nei confronti dei magistrati, compiuto attraverso uno stravolgimento dell’equilibrio garantito dalla separazione dei poteri e della Costituzione nata della Resistenza scritto già a suo tempo nel programma di rinascita democratica della P2 di Licio Gelli.
Simone Antonioli e Francesca Berardi (Co-Segretari Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Cremona)
Apprendiamo con piacere
che il Consiglio Comunale di Cremona, a maggioranza, ha votato la mozione sul salario minimo.
Pur consapevoli che la sua applicazione non sarà immediata e neppure certa per gli anni che rimangono della Giunta Virgilio, ne cogliamo il significato ed il valore: in Italia esiste una questione salariale e ognuno deve fare la sua parte per affrontarla e risolverla.
Ovviamente 9 euro all’ora non sono tantissimi, ma per alcune categorie di lavoratori rappresentano già un miglioramento ed un segnale che dalla teoria si tenta di passare ai fatti.
Se in più Enti Locali si introducesse questo principio, al Governo nazionale arriverebbe un messaggio forte e chiaro, difficilmente ignorabile, che potrebbe far approvare finalmente anche nel nostro Paese una legge sul salario minimo.
In diverse nazioni europee è già realtà e la sua introduzione non ha ingabbiato, come qualcuno afferma, la libera contrattazione tra le parti, ma tutela le categorie di lavoratori contrattualmente più deboli, rispettandone la dignità.
In Italia significherebbe dare concreta attuazione all’art.36 della nostra Costituzione!
Simone Antonioli e Francesca Berardi (Co-Segretari PRC Cremona)
Fabrizio Aroldi (Responsabile Lavoro PRC Cremona)
Rifondazione Comunista sostiene e invita ad aderire agli scioperi generali contro la manovra del governo Meloni indetti da Usb e altri sindacati di base e dalla CGIL. Ci siamo battuti insieme a collettivi, RSU e movimenti per arrivare ad un'unica data: due date distinte per due scioperi generali contro la stessa finanziaria sono un grave passo indietro rispetto alle scorse mobilitazioni quando la scelta dei sindacati di convergere sullo stesso giorno ha saputo raccogliere e amplificare la forte e profonda volontà popolare di manifestare per fermare il genocidio del popolo palestinese e per disarmare le scelte politiche ed economiche dell'Europa e dei Governi a partire da quello italiano. Ora per incidere sulla manovra finanziara è necessario costruire, rafforzare e allargare il fronte di chi non accetta le politiche di austerità europee, di chi rifiuta la riconversione bellica dell'economia e la corsa al riarmo in un presente (e per un futuro) di guerra, di chi si oppone alle politiche fiscali regressive e ai tagli che massacrano i servizi essenziali a fronte di salari sempre più bassi e forme di lavoro sempre più precarie. Ancora una volta i provvedimenti governativi vanno a tutelare e proteggere grandi patrimoni, rendite e profitti aumentando così le disuguaglianze sociali già molto forti.
In un contesto di progressiva aggressione ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, di norme sempre più stringenti in materia di sciopero, di criminalizzazione del dissenso e delle forme di contestazione, è sempre più urgente sviluppare la capacità collettiva di resistere e di opporsi alle leggi ingiuste e alle politiche discriminatorie e antipopolari.
Per costruire giustizia sociale, democrazia e pace saremo nelle piazze convocate per venerdì 28 da USB e altri sindacati di base a Milano e per venerdì 12 dicembre dalla CGIL a Brescia.
Ma saremo il 28 mattina anche a CREMONA dove un corteo nato dal basso e dal desiderio di mobilitazione di giovani e giovanissimi si muoverà per le strade della città contro la crisi, contro il riarmo, contro la guerra e il genocidio, per i salari, per i diritti di chi studia e di chi lavora, perché per cambiare radicalmente bisogna bloccare tutto.
Questa mattina davanti all'ingresso dell'Ospedale Maggiore di Crema
il Partito della Rifondazione Comunista ha avviato una campagna di informazione a tutti i cittadini del contenuto della deliberazione della giunta regionale lombarda numero XII/4986 del 15/09/2025, avente ad oggetto "Determinazioni in merito alla disciplina delle prestazioni erogate da strutture ed enti pubblici del Sistema Socio-Sanitario Regionale nell'ambito dell'assistenza sanitaria integrativa (fondi, mutue e assicurazioni)".
La delibera obbliga gli ospedali e i servizi diagnostici/ambulatoriali delle ASST a mettere a disposizione delle assicurazioni, mutue e fondi sanitari e aziendali le prestazioni come da oggi avviene con la sanità privata, per dare qualche respiro ai propri bilanci, confermando però l'ideologia privatizzatrice lombarda che prevede la totale equivalenza delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate.
La delibera definisce le linee guida da seguire e propone un "contratto tipo" sicuramente già concordato con i principali operatori del settore assicurativo/mutualistico.
Chi ha reddito da investire in sanità integrativa, potrà "saltare la fila" avendo a disposizione, oltre alle strutture private, anche quelle pubbliche.
Durante il volantinaggio è accaduto uno spiacevole diverbio con il Direttore Generale Alessandro Cominelli, che voleva far cessare il volantinaggio sostenendo che non avessimo chiesto l'autorizzazione.
Non ci siamo lasciati intimidire e abbiamo risposto al direttore che da oltre 40 anni volantiniamo all'ingresso dell'ospedale senza mai aver chiesto l'autorizzazione ad alcuno dei suoi predecessori.
Il dottor Cominelli ha minacciato di richiedere l'intervento dei carabinieri per far cessare la nostra iniziativa.
Ovviamente i carabinieri non sono intervenuti e ricordiamo al dottor Cominelli che l'espressione delle idee, anche tramite volantini, è un diritto costituzionalmente garantito e assicuriamo che torneremo presto a volantinare davanti all'ospedale per raccogliere le proteste dei cittadini che si vedono fissare visite specialistiche e diagnostiche anche a distanza di 1/2 anni.
Per il Circolo di Rifondazione Comunista "Peppino Impastato" di Crema,
Beppe Bettenzoli, Segretario del Circolo
Simone Antonioli, Co-Segretario Provinciale
Il 25 novembre non è l’unico giorno dell’anno in cui dobbiamo parlare della violenza patriarcale e lottare contro di essa.
Ogni ambito della vita di una donna e di una persona socializzata come tale è ogni giorno intriso di violenza, che sia economica, politica, verbale, psicologica, fisica. Il sistema capitalistico non fa che aumentare queste violenze, usandole come mezzo per costringere la popolazione femminile in uno specifico ruolo riproduttivo degradante, isolato e oppressivo.
Come comunist3 dobbiamo portare avanti sempre le rivendicazioni transfemministe, legate in modo intersezionale a tutte le altre, per poter abbattere il sistema capitalistico e patriarcale.
Lavoro
Lottiamo per un salario minimo europeo che riduca il divario retributivo di genere e garantisca una retribuzione dignitosa a tutt3. Rivendichiamo un welfare universale, gratuito e accessibile, che libera le donne dal peso sproporzionato delle attività di cura. Pretendiamo misure concrete contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro e maggiori tutele per le lavoratrici precarie e migranti.
Istruzione
La nostra è un’idea di scuola capace di educare i giovani; uno dei punti imprescindibili è quello dell’educazione sessuale e affettiva, rinforzata dalla proposta dell* psicolog* scolastic* e da progetti elaborati con i centri antiviolenza del territorio.
Sanità
Fondamentale è garantire nella sanità pubblica reparti ginecologici funzionanti, con liste d’attesa ridotte. Lottiamo per l’aumento dei finanziamenti ai consultori, fermando chiusure e accorpamenti, aumentando il personale specializzato e non obiettore, rendendo possibile l’accesso al diritto all’aborto in modo sicuro e libero da violenze psicologiche e mediche.
Salute mentale
Lottiamo per una psicologia libera dal patriarcato, di base, accessibile e gratuita con cliniche specialistiche adatte ad ogni quesito medico.
Giustizia
Vogliamo garantire un accesso equo ai servizi di supporto e adottare politiche che prevengano la violenza, proteggano chi ne è vittima e agevolino l’accesso alla denuncia anche incrementando la capacità di reazione e formazione delle forze dell’ordine.
Questione meridionale
Lottiamo per la parità garantita di servizi e tenori di vita di tutti i popoli in Italia e così anche del rispetto delle identità che la percorrono.
Giovani comunisti Casalmaggiore
Nella notte del 23 novembre 2025,
la sede di Crema del Partito della Rifondazione Comunista è stato oggetto di una azione di vandalismo. Il Segretario Regionale di Rifondazione Comunista Matteo Prencipe, i co-Segretari Provinciali Francesca Berardi e Simone Antonioli dichiarano:
"La distruzione della bacheca e le bandiere divelte dalla nostra sede di Crema non ci intimidiscono certamente. Denunciamo con fermezza le crescenti azioni di chiaro stampo fascista."

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